 Le montagne sono la spine dorsali di un territorio - delle valli, dei paesi, delle comunità -, la struttura forte che ne collega le componenti e ne sorregge l'identità. Ogni luogo capace di elaborare una sua cultura, ha nella montagna il suo riferimento di identità, perché la montagna è lì dove si condensano le esperienze, che si riversano poi al suo dintorno. Come per la pioggia, così avviene anche per le culture. Le Alpi sono riferimento alla cultura tirolese e a quella Walser, come i Pirenei lo sono per quella Basca, come i Carpazi lo sono per le regioni centro orientali d'Europa e i Tatra costituiscono il riferimento di esperienze "condensate” per la Polonia. Se si vuole capire un paese bisogna sempre passare prima per le sue montagne. Anche l'Italia mediterranea, con tutte le sue contraddizioni, non la si può capire se non ci si addentra - prima - nell'aspro, tormentato, territorio dell'Appennino. Così è per il Trentino che trova il suo riferimento nelle Dolomiti, montagne stratificate da remote scogliere coralline, emerse al mare, e ora comprese fra due fiumi che al mare conducono, il Piave a oriente e l'Adige a occidente, ambedue confluenti nel mare Adriatico a breve distanza l'uno dall'altro, a formare la laguna su cui è sorta Venezia, porto verso l'Oriente, ma anche "porta” (del mare, delle lontananze, del mondo illiricio, danubiano, balcanico) verso la montagna. Le Dolomiti sono un "unicum” geologico e umano (in nessuna altra montagna il lavoro dell'uomo si compenetra in mondo così stretto con le rocce, la natura, suscitando nell'incontro un'esplosione di leggende, di storie, di situazioni) ma sono anche una proposta di vivibilità. Il Gruppo di Brenta fa parte delle Dolomiti, ma si trova un po' discosto, pare quasi una sentinella che le custodisce e protegge, e infatti è il loro avamposto prima della grande bastionata granitica dell'Adamello e della Presanella, delimitata dalla trincea della Val Rendena: e di una vera, grande frattura geologica si tratta, della Linea delle Giudicarie. Il Gruppo di Brenta è una delle più belle montagna del mondo, per la maestosità delle sue cime, che superano i 3300 metri (Cima Tosa e Cima Brenta sono le vette più alte) per l'imponenza delle sue pareti, per l'arditezza dei suoi campanili rocciosi, il più famoso dei quali è il Campanil Basso. I più grandi alpinisti del mondo (e basti citare i nomi di Bruno Detassis, Cesare Maestri, Ermanno Salvaterra, Giorgio Graffer, George Livanos, Pierre Mazeaud, Paul Preuss...) si sono cimentati sulle sue rocce, scrivendo pagine gloriose e irripetibili nella storia dell'alpinismo. |